mia moglie, fin da fidanzati, mi ha imposto la fedeltà. prima di lei ho avuto parecchie avventure senza mai pensare ad un rapporto definitivo. Ero giovane, non volevo legami e mi divertivo. se me la prestavano, scopavo grazie e arrivederci, se non me la prestavano dicevo loro: “se continui a fare così nella figa si farà la ragnatela, arrivederci“.
L’inizio con quella che sarebbe diventata mia moglie è stato molto casto; lei era vergine e mi aveva detto chiaro e tondo “te la darò dopo che ci saremo sposati“ ma per un libertino incallito com’ero era difficile stare senza figa e se trovavo donne disponibili a prestarmela me ele scopavo. Ormai eravamo sposati da diversi anni. Eravamo stati invitati ad una festa conviviale. mia moglie non sopporta la confusione, tutte quelle chiacchiere e mi aveva chiesto di andarci da solo. Tra tanto parentado ho incontrato Anita la figlia di parenti. Non la vedevo da parecchi anni, era sempre una bella figa, si era forse un po’ arrotondata, il suo culo era ancora più disegnato ed il viso era il classico viso da troia…e che dire delle labbra carnose… erano un inno al pompino.. anche l’abbigliamento era adatto alla tipa. Indossava un leggero abito corto che le copriva a mala pena le ginocchia e fin qui niente di strano… ma lo spettacolo era la trasparenza. Si vedevano chiaramente gli slippini o forse un tanga ed il reggiseno. il suo pezzo forte era il culo uno di quei culi che sembrano dirti prendimi e sfondami. dopo i soliti brindisi tutti a chiacchierare complimentandosi per i bimbi cresciuti, la macchina nuova… insomma le solite noiose stronzate. Io per evitare di sentire tutte quelle chiacchiere insulse, ero uscito sul terrazzo. era molto ampio con molte sedie e poltroncine dove c’era il buffet. C’era un bel venticello era piacevole ed invitai Anita ad uscire sul terrazzo “non sopporto tutte chiacchiere e le cazzate che si raccontano“. Anita si era accomodata su un divanetto di vimini di fronte a me. la prima cosa che fece fu quella di accavallare le gambe; alle mie parole rispose sorridendo “perché sei venuto qui“ le dissi che ero in rappresentanza di mia moglie
“ma appena possibile vado via“. conversavamo ma me la mangiavo con gli occhi. aveva una gran bella bocca… una bocca da pompini ed il suo modo di parlare mi faceva immaginare che cosa avrebbe fatto se fossi riuscito a metterle il cazzo tra le labbra. continuava a cambiare posizione con il risultato di far salire sempre più l’abito concedendo una vista panoramica delle sue cosce. sorridendo le dissi “se non stai ferma ti si vede anche la patatina“ arrossì e si sistemò meglio.
Al momento di salutare il parentado, Anita mi disse che era rimasta senza autista perchè era dovuto andar via prima. il mio cervello elaborò un piano strategico e le risposi “ci sono i mezzi pubblici ed anche i taxi e poi ci sono altre persone, perché dovrei scarrozzarti proprio io“ le mie parole fecero l’effetto desiderato Anita disse seccata “è tutto il pomeriggio che mi mangi con gli occhi, una volta che ti chiedo un favore fai il difficile“. avevo ottenuto quello che volevo, mi dava delle occhiate da fulminarmi. Avvisai mia moglie che dovevo accompagnare a casa degli zii e sentii un gelido “cerca di non fermarti fino a domattina“ dissi ad Anita che se voleva le davo io un passaggio fino a casa e le chiesi “vuoi sederti dietro? di solito faccio così con un ospite“ e con un occhiataccia “io sono una vostra amica“ si sedette accanto a me ed accavallò le gambe. indossava una gonna corta che sedendosi mise a nudo il reggicalze e parte delle cosce. i miei occhi sembravano quelli d un camaleonte uno alla strada ed uno al corpo di anita che si accorse di come la osservavo ma non faceva niente per coprirsi. il percorso era abbastanza lungo e giunti a casa sua m’invitò a bere qualcosa “prima però mi metto in libertà comincia a fare caldo“. sentii scorrere l’acqua in bagno, un aprirsi e chiudersi di armadi…e finalmente tornò in soggiorno. sopra il reggiseno e gli slip aveva poco più di un copricostume. si sedette accavallando le gambe. il cazzo reagì ma non feci niente per nascondere l’erezione…anzi aprii le gambe con il risultato che l’erezione era ben visibile. Gli occhi di Anita s’incollarono al mio pacco. parlavamo ma i suoi occhi erano lì. lo so che sono un porco, feci la mossa di sistemarmelo meglio come se volessi nascondere l’erezione. Anita non perdeva una mossa e leccandosi le labbra disse “se ti da così fastidio dimmelo, te lo sistemo io“ mi offriva la bocca… che bocca, su un piatto d’argento; la feci sedere sulle mie gambe e salendo fino alle sue mutandine, le allargai le grandi labbra per poi farloe un sontuoso ditalino. Ben presto si bagnò e lesussurrai
“non staremmo più comodi sul letto?“; si alzò mi prese per mano e mentre andavamo in camera sibilò “sei un gran porco ma ho troppa voglia di cazzo“. non so chi si spogliò più velocemente so solo che ci trovammo inginocchiati uno di fronte all’altro sul letto. l’ammiravo pregustando tutto il suo corpo “sei sempre una gran bella gnocca“ senza tanti complimenti prese in mano il cazzo e mentre me lo menava ci baciavamo come due animali…le misi le mani sul culo per sentirla contro il mio corpo. anita, mentre mi baciava a lingua in bocca mi scappellava il cazzo con studiata lentezza finché non lo sentì duro e pulsante: ”adesso è proprio un bel cazzo pronto da gustare e da far sborrare“. come capirete dal linguaggio e da come si comportava era proprio una gran figa da letto, una di quelle fighe che odia le sveltine ma da soddisfare fino a farla sfinire dal piacere. Iniziammo a baciarci gustandoci, le misi le mani sul culo palpandoglielo e massaggiandolo…che spettacolo il suo culo e mentre le nostre lingue si gustavano le stuzzicavo il grilletto fino a farle un prolungato ditalino. volevo farle desiderare il cazzo… ed è quello che implorò. dopo poche palpate e giochi di lingua m’implorò “gigi ho una fame di cazzo che non puoi neanche immaginare facciamone una - ed alzando il tono della voce - “non una schifosissima sveltina voglio godere, godere“ e mentre diceva queste parole le sparai il cazzo in figa fino schiacciarle l’addome contro le sue chiappe… “sì così ahh finalmente un bel cazzo“ e quel bel cazzo le visitò tutta la figa con penetrazioni lente e violente che la facevano dimenare con urletti di gioia “ti piace il mio cazzo?“. guardai il suo viso… era ad occhi chiusi, si leccava le labbra continuando a farsi chiavare come una donna da monta “mi basta ma non mi avanza. pompami pompami dai, forte, forte ho bisogno di godere e di soddisfare tutte le mie voglie“. era così abile ad usare la figa che ogni tanto si fermava e con i muscoli vaginali cercava di strizzarmi il cazzo… che splendida chiavatrice, uno spettacolo. continuai a scoparla, ero esausto e finalmente sentii la sborra pronta per esplodere in quella figa magica e rantolando dissi “vengo anita vengooo“ tenendola per le chiappe la strinsi contro il mio ventre per spararle in figa tutto il mio piacere… godeva così violentemente che il suo corpo sembrava percorso da una scossa elettrica . non so dirvi per quanto tempo durarono quegli spasmi , so solo che quando il cazzo si sfilò miseramente dalla figa ed anita pigramente si girò per stendersi sul letto ,il suo viso sembrava… dovrei usare una parola blasfema e mentre le massaggiavo il ventre per farla rilassare, le parlavo e le davo dei lievi baci sulle labbra “gigi che bello sei stato magico non so quante volte sono venuta. Ho cercato di contarle ma arrivata a 10 ho smesso di contare".
Restammo distesi nudi sul letto e tenendoci per mano ci fumammo una sigaretta .alternando boccate mie alle sue .si mise su un gomito guardandomi dolcemente , mi accarezzava il viso, mi baciava si strusciava su di me come una gattina in cerca di protezione… ben presto il cazzo si rianimò… presi una sua mano e la posai sul cazzo.
Lo accarezzò “è un peccato lasciarlo così duro, chissà come ti farà male “ si mise in ginocchio davanti a me a gambe larghe e mentre le accarezzavo i seni strusciavo un dito tra le grandi labbra. ad occhi chiusi si godeva quel piacere sottile “se continui così mi fai venire ancora voglia“ e spinse la mia mano che sprofondò nella vagina. Si sdraiò su di me e continuai a lavorarle la figa. la sentivo pulsare ed inumidirsi e le sussurrai “mi sbaglio o vorresti farne un’altr “ i suoi occhi erano splendidi e brillanti ricominciammo a limonare come due adolescenti e quando sentì il cazzo duro e pulsante lo strinse in mano. Ad occhi chiusi e leccandosi le labbra me lo menava fino a scappellarmelo fino a farmi male…poi si stese su letto, spalancò le gambe “ti voglio gigi, voglio ancora il tuo cazzo ma voglio godere, godere”. a me piace cambiare posizione e le sibilai in un orecchio “mi piacerebbe prenderti a pecorina“ sul suo viso apparve un sorriso… da troia si mise in ginocchio a gambe spalancate.
le spennellai la cappella tra le grandi labbra e poi glie l’infilai nella figa fino ad avere il mio corpo contro il suo. anita si mosse quasi volesse sistemarselo bene nella figa “ohh finalmente è troppo tempo che lo volevo ma adesso fammi godere, voglio godere come una troia“; e non le bastò certo una sola chiavata per spegnere la sua voglia di cazzo…non so quante volte venimmo, so solo che alla fine ero stravolto dalla fatica… ma quanto avevo goduto e sborrato.
Il tempo era volato dissi ad anita che dovevo tornare a casa e dopo essermi fatto una …salutare e prolungata doccia ci lasciammo baciandoci.
anita mi accompagnò alla porta edisse “ogni volta che mi vorrai, il mio letto ti aspetterà ma non lasciare passare molto tempo“. ci baciammo come due affamati e lei dedicò al cazzo un ultimo splendido pompino.